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I "Sentieri del benessere" di Biancheto - Belverde

Progetto finanziato dalla Regione Toscana

SENTIERISTICA DEL COMPLESSO ARCHEOLOGICO-FORESTALE DI "BELVERDE"

La sentieristica del Complesso archeologico-forestale di “Belverde”, che si trova nel comune di Cetona, si caratterizza per la notevole importanza storico-archeologica del sito, con l’Archeodromo (museo a cielo aperto dove si fa e si racconta archeologia), le Grotte preistoriche (tra cui la Grotta Lattaia e la Grotta di San Francesco), ed il Centro visite.

All'interno di questo complesso sono stati individuati due anelli facilmente raggiungibili dal Centro visite del Parco archeologico e naturalistico di Belverde, gestito dal Comune di Cetona:

ANELLO BIANCHETO

Anello Sentiero Biancheto, lungo 2 Km, con un dislivello massimo di 40 metri (tempo di percorrenza 40’), è un percorso facilmente percorribile che, partendo dall'area attrezzata del Biancheto si snoda sull'omonimo poggio raggiungendo splendidi punti panoramici dai quali è possibile spaziare dalla vetta del Monte Cetona alla Valdichiana, sino alle montagne dell'Umbria, e da dove è possibile raggiungere la Grotta Lattaia, ampia cavità carsica utilizzata dall'uomo per diversi millenni;

ANELLO BELVERDE

Anello Sentiero Belverde, lungo 1,6 Km, con un dislivello massimo di 40 metri (tempo di percorrenza 40’) che attraversa un bosco di lecci, non comune nelle aree interne della penisola italiana, toccando alcuni dei siti archeologici di epoca preistorica più importanti del territorio, tra cui la monumentale “Grotta di San Francesco”.


Alle pendici orientali del Monte Cetona, l'area di Belverde e del soprastante pianoro del Biancheto, con le suggestive formazioni di travertino, riveste particolare interesse. 

Sotto l’aspetto ambientale, attualmente la zona comprende tre aree principali:

Il bosco di sclerofille sempreverdi mediterranee

Localizzato soltanto sulle rupi, è rappresentato dalla lecceta ad alto fusto, insieme all'acero minore, al carpino nero, all'orniello, alla roverella. Frequentano questi boschi la ghiandaia, l'istrice, la volpe.

Il bosco di querce xeromorfe decidue submediterranee

È la formazione che ricopre la maggior parte dell'area del Biancheto. Questo bosco è rappresentato dal carpino nero, dalla roverella, dal sorbo, dal frassino; vi troviamo anche il biancospino, la rosa canina e molte altre specie. Oltre alla ghiandaia, è facile osservare qui l'upupa, il cuculo, la cinciarella e il riccio.

Le formazioni delle rupi

Nell'area dei travertini, nota come "la scogliera", vivono specie che si sono adattate a questo ambiente particolare. Nella parte verticale delle rupi crescono felci (capelvernere, cedracca), la bocca di leone, la parietaria diffusa, il fico. Nella parte alta vegetano alcune piante (litofite) a fiori variamente colorati. Frequentano assiduamente le rupi l'upupa, la cinciarella, la donnola e ancora il colubro di Esculapio.

La zona di Belverde - Biancheto è caratterizzata da una notevole concentrazione di testimonianze archeologiche di età preistorica, sia in grotta che all’aperto. Le numerose cavità furono utilizzate come luoghi di abitazione, per la sepoltura dei defunti e a scopo cultuale. Esse vengono chiamate localmente "tombe" in quanto dialettalmente questo termine ha il significato di ricovero sotterraneo.

Alcune cavità possono essere visitate con guida. Tra queste, la Grotta di San Francesco e la Grotta Lattaia.

Grotta Lattaia

È un’ampia cavità carsica che si apre sotto il ciglio del pianoro del Biancheto. L’uomo di Neandertal ha utilizzato la grotta solo come rifugio occasionale. In età neolitica fu occupata in diversi momenti. Segue una frequentazione sporadica durante l’età del rame, mentre tracce di vita più consistenti risalgono all’età del bronzo. Tra il III e il I sec. a.C. fu sede del culto di una divinità salutare. La credenza che le acque di stillicidio favorissero la produzione di latte, risalente forse a questo periodo, è perdurata fino ad epoche molto recenti.

Grotta di San Francesco

Si apre a ridosso della cosiddetta “scogliera”, cioè il grande banco di travertino, immediatamente alle spalle dell’eremo francescano di S. Maria; il suo stesso nome è dovuto alla credenza di aver ospitato il santo di Assisi. In uno dei livelli più alti della cavità fu rinvenuto un lembo di terreno, placcato su un masso di crollo, contenete industria litica musteriana (Paleolitico medio). La vera occupazione della cavità ha inizio con il Neolitico recente e prosegue ininterrottamente fino alla fine dell’età del bronzo. Dopo un lungo periodo di abbandono, la grotta fu di nuovo frequentata sporadicamente in periodo etrusco e romano.                                                        

Sul pianoro del Biancheto è stato inoltre realizzato l’Archeodromo di Belverde, una struttura didattica collegata al Museo Civico di Cetona, che consente ai visitatori di immergersi nella preistoria grazie ad attente ricostruzioni di ambienti e modi di vita.


On the eastern slopes of Monte Cetona, the area of Belverde and the above Biancheto plateau, with its suggestive travertine formations, is of particular interest.

From an environmental point of view, the area currently comprises three main areas:

The Mediterranean evergreen sclerophyll forest

Located only on the huge rocks of the caves, it is represented by the high-trunk holm-oak forest, together with the Montpellier maple, European hop-hornbeam, manna ash and downy oak. These woods are frequented by jays, porcupines and foxes.

The forest of sub-Mediterranean deciduous xeromorphic oaks

This woodland covers most of the Biancheto area. It is represented by the European hop-hornbeam, downy oak, rowan and ash, as well as hawthorn, dog rose and many other species. In addition to jays, it is easy to see hoopoes, cuckoos, blue tits and hedgehogs.

The limestone crags

The travertine area, known as “la scogliera” (the cliff), is home to species that have adapted to this particular environment.  On the vertical rock face grow ferns (venus hair, rustyback), snapdragon, spreading pellitory and figs. A number of plants (lithophytes) with variously coloured flowers grow in the upper part. The hoopoe, the cuckoo, the weasel and the Aesculapian coluber are frequent visitors to the cliffs.

The Belverde – Biancheto area is characterised by a notable concentration of archaeological sites dating to the prehistoric period, both in caves and in the open air. The numerous cavities were used in prehistoric times as dwelling, burial and cult places. They are known locally as 'tombe' (tombs),  as in dialect this term means an underground shelter.

Some cavities can be visited with a guide. These include the Grotta di San Francesco and the Grotta Lattaia.

Grotta Lattaia

It’s a large karstic cave located under the edge of Biancheto plateau. Neanderthal man used the cave only as an occasional shelter. In the Neolithic period it was occupied at different times. Afterwards, the cave was sporadically used during the Copper Age, while more evident traces of human presence date back to the Bronze Age. Between the 3rd and the 1st century BC it was seat of the cult of a health deity. The belief that dripping waters could increase breast milk secretion, maybe dating back to this period, has persisted until very recent times.

Grotta di San Francesco

It is located near the so-called “scogliera” (cliff), a large travertine formation, immediately behind the Franciscan hermitage of Santa Maria. The cave takes its name from the belief that it might have sheltered Saint Francis of Assisi. In one of the highest parts of the cave, a strip of concretionary soil was found, cemented to a collapsed rock block, containing Mousterian lithic industry (Middle Palaeolithic). The actual human occupation of the cave began in the Late Neolithic and continued, although in very different ways, without interruptions until the end of the Bronze Age. After a long period of human absence, the cave was again sporadically frequented in Etruscan and Roman times.

On the Biancheto plateau has also been realized the Archeodromo di Belverde, an educational structure, connected to the Museo Civico di Cetona, that allows visitors to experience and immerse themselves in prehistory through real life reconstructions of environments and ways of life.

 

 

Nell'immagine sopra la mappa dei sentieri - Itinerari archeologico-naturalistici dell'Unione dei Comuni Valdichiana Senese (retro)

SCARICA LA CARTA DEI SENTIERI

CARTA_DEI_SENTIERI.pdf


Aggiornamento 18 gennaio 2023 ore 10.43 (pm)