Il Complesso agricolo-forestale "La Foce" fa parte del patrimonio indisponibile della Regione Toscana ed è gestito dall'Unione dei Comuni ai sensi dell'articolo 29 della Legge Regionale 39/00 e smi.
Tale complesso ricade nei comuni di Sarteano e Chianciano Terme; si estende per circa 580 ettari ed è ricoperto soprattutto da soprassuoli forestali e da circa 25 ettari di terreni seminativi. Il Complesso deve essere gestito sulla base di un Piano di gestione ai sensi dell'articolo 30 della citata Legge Regionale 39/00; nel presente caso il Piano di gestione previsto fino al 2020 è in via di definizione.
Del Complesso fanno parte due fabbricati rurali: il Podere Poderuccio ristrutturato nell'anno 2008 ed il Podere Palazzone in via di ristrutturazione.
Per tali fabbricati si prevede un utilizzo turistico-ricettivo con finalità ed obbiettivi volti alla valorizzazione, allo sviluppo della ricerca ed alla diffusione della conoscenza in materia ambientale, paesaggistica, faunistica e forestale attraverso la realizzazione di sale polivalenti e garantendo l'ospitalità dei fruitori.
Dal punto di vista ambientale la caratteristica peculiare del Complesso è la faggeta di Pietraporciana formazione forestale a prevalenza di faggio di circa 12 ettari di elevato valore biologico in quanto bosco dalle elevate caratteristiche di naturalità e monumentalità in situazione stazionale ed ecologica inusuale per il faggio data la quota altimetrica relativamente bassa, non adatta per questo tipo di pianta. I restanti boschi, generalmente a prevalenza di cerro, rivestono grande importanza per l'elevata biodiversità in quanto con varie composizioni sono presenti numerose altre specie; rovere, roverella, faggio, castagno, vari tipi di aceri, vari tipi di frassino, pero selvatico, vari tipi di sorbi, eccetera; sono presenti anche popolamenti di origine artificiale (rimboschimenti) prevalentemente a base di conifere.
Gli interventi forestali previsti sono volti alla conservazione della faggeta e dell'elevata biodiversità favorendo la diffusione delle piante più rare e potenziando gli individui più monumentali. Per i rimboschimenti sono previsti interventi graduali di rinaturalizzazione attraverso l'eliminazione delle specie non tipiche del territorio con la sostituzione naturale delle piante autoctone.
Nel Complesso si ritrovano anche infrastrutture di natura turistico-ricettive e didattico-formative gestite e mantenute dallUnione dei Comuni quali due aree attrezzate (Bellosguardo e Le Crocette), due arboreti didattici (di cui uno idoneo per portatori di handicap), un campo stabile di tiro con l'arco di campagna, un arboreo sperimentale per lo studio di cloni di cipresso resistenti al cancro (in collaborazione con il CNR di Firenze), un'area sperimentale per lo studio del tartufo nero scorzone (in collaborazione con l'ARSIA di Firenze e l'Università degli Studi di Siena) ed una rete di sentieri che collegano le varie infrastrutture.